Nelle sale dell’antico palazzo - ove ha sede la Tirrenia – vengono esposte, per la prima volta in modo definitivo, gran parte delle opere d’arte che la Tirrenia ha raccolto nel tempo, sia per averle ereditate dalle compagnie di navigazione italiane che alla fine dell'Ottocento diedero l'avvio alla fusione e riorganizzazione che portarono, nel 1937, alla nascita della Società Tirrenia di Navigazione, sia per oculata politica di acquisizioni.

La collezione è formata in gran parte da quadri e sculture del tardo Ottocento e del Novecento, ma comprende anche quattro pregevoli tele del XVII secolo. Il nucleo della raccolta, che vede la "pittura di mare" tema dominante, è costituito dalle opere create per i grandi transatlantici, navi il cui nome è ancora mitico per chi ebbe la fortuna di viaggiarvi: "Leonardo da Vinci", "Raffaello", "Esperia" ed altre meno note ma egualmente ricche di opere importanti.

Tra queste opere, una serie di quadri di Alberto Savinio e l'imponente Composizione (figurazioni allusive alla vita sul mare) di Mario Sironi, tra le pochissime commesse pubbliche all'artista nel dopoguerra, cui si accostano le nove piccole Composizioni del tutto inedite, anch'esse riferibili probabilmente al 1948, che costituiscono un unicum nella vicenda artistica del pittore.
|

Va segnalata, tra le sculture, il Ritorno di Ulisse di Emilio Greco, che ha la pura bellezza di una metopa greca. Non mancano altri nomi importanti nell'arte italiana di questo secolo: Corpora, Santomaso, Savinio, Cascella, Fiume, Lippi, Pomodoro.

La raccolta è arricchita per la presenza di una serie di arazzi, creati per le grandi navi da crociera e che allineano nomi tra i più prestigiosi della pittura italiana del dopoguerra: Sanfilippo, Scordia, Sadun, Perilli ed ancora Sironi, presenti grazie al prestito ottenuto dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, dove gli arazzi sono conservati.
|

L'ambizione che ha mosso i vertici della Tirrenia nel promuovere questa iniziativa è quella di restituire alla propria sede quel ruolo primario che, a partire almeno da Leopoldo di Borbone, ha contraddistinto l'edificio nella vita artistica di Napoli, in modo che "Palazzo della Tirrenia" risuoni oggi non solo come il "nuovo" nome di un antico palazzo ma ne indichi anche la prerogativa di sede d'arte e cultura che da secoli ne costituiscono il pregio maggiore.

Esposizione a cura di Nicola Spinosa, allora Direttore
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
|