L'ANTIQUARIUM DI IRGOLI

L’Antiquarium di Irgoli, accoglie nelle sue sale reperti provenienti quasi esclusivamente dal territorio comunale, collocabili in un ampio arco cronologico che va dal Neolitico Recente al Medioevo. Il percorso espositivo, articolato su due piani, è concepito con finalità prevalentemente didattiche e grazie ad un ricco arredo iconografico (pannelli esplicativi, planimetrie e riproduzioni fotografiche) consente al visitatore un approccio agevole con le testimonianze di cultura materiale presentate all'interno di 19 vetrine. Gli oggetti esposti toccano i vari aspetti delle attività produttive e della sfera cultuale e spirituale: gli utensili documentano l'origine e lo sviluppo dei lavori agricoli, inoltre sono esposti vasi bollitoio e colini frangicagliata, recipienti in ceramica e lingotti frammentari mostrano la vivacità creativa dell'artigiano metallurgo. E’ presente inoltre uno splendido esemplare di pintadera che testimonia la preparazione di pani decorati mentre collane in pasta vitrea, collari, spilloni e bracciali in bronzo rivelano il gusto e la cura per gli ornamenti personali; le offerte votive rinvenute negli edifici sacri nuragici di Janna'e Pruna e Su Notante costituiscono infine manifestazioni dell'ambito devozionale, così come, per altro verso, un betilo troncoconico in basalto ed un monumentale concio a dentelli in granito, recuperati da tombe di giganti, rimandano alla sfera funeraria.

Il Santuario Nuragico di Janna ‘e Pruna e di Su Notante è situato a poca distanza dal centro abitato. Il santuario, incastonato in un contesto ambientale particolarmente suggestivo, caratterizzato da articolate emergenze granitiche ricche di macchia mediterranea, è costituito da una serie di monumenti, adiacente l’ingresso troviamo il complesso di Janna ‘e Pruna composto da un tempio circondato da un recinto murario (temenos) a pianta trapezoidale che, in corrispondenza dell’area antistante l’edificio di culto, racchiude un “cortile” a pianta ellittica. A circa 100/150 metri di distanza, scendendo lungo la valle del Remulis, s’incontrano due strutture, una delle quali a pianta circolare l’altra, originariamente rettangolare, è stata oggetto di interventi di scavo abusivo. Poco più a valle è localizzata la fonte sacra di Su Notante, realizzata in bella opera isodoma in basalto. I reperti archeologici recuperati durante le campagne di scavo che hanno interessato i monumenti, collocano la vita del santuario in un arco di tempo compreso tra il Bronzo Recente avanzato e la prima età del Ferro (XII-IX/prima metà VIII sec. a.C.).

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